Ghisa e asfalto: la via del Samurai

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Il suono della sveglia mi strappa dal nero e profondo sonno in cui ero immerso. L’orologio segna le 6.00 e fuori è ancora buio, un grigio chiarore a oriente preannuncia l’imminente arrivo del sole. Elena dorme beata e io scappo subito via dalla camera da letto, si sa mai che Orfeo mi reclami al talamo, e lui sa quanto sarebbe forte la tentazione. Mi vesto quanto più velocemente possibile, tutto l’ambiente domestico mi sussurra piacevoli litanie per farmi tornare a letto, allaccio le scarpe strappo la foto di Ivan Drago dallo specchio e sono fuori.

Il freddo punge il petto e mi cinge il collo, so che devo solo fare il primo passo…via. Mentre l’asfalto scorre sotto i piedi il tempo si arresta, il cuore batte il ritmo e il respiro fa da sottofondo, più veloce… più lontano…

Io: Ho messo forse su un po’ di pancetta
Elena: Ma a me piace che tu sia in forma…
Io (decisamente intristito): Ahn…beh non ti preoccupare che mi rimetto in un flash...

Questo dicevo ad Elena nel 2011 mentre erravo in Cina. Troppo alcool, troppi dolci, troppo poco movimento, eppure di certo pigro non lo sono mai stato. E allora? Allora scelgo la via del Samurai, sacrificio e impegno, costanza e dedizione…moderno asceta che per raggiungere l’illuminazione corre per chilometri e solleva ghisa. E’ un mondo di costanti tentazioni ti senti come Sisifo a spingere i tuoi buoni propositi su per la montagna, ma è dura, ogni fibra del tuo essere non ha voglia, si ribella e la palla rotola giù a valle, un’altra volta. Ma la determinazione non mi manca, lotto contro il morbido cuscino che mi trattiene per il braccio ogni mattina di allenanti buoni propositi, lotto contro la pigrizia serale che non mi vuole far andare su in mansarda tra i miei bilancieri, lotto contro la fame consumistica che preferirebbe brioche e cappuccino ad avena e albumi, lotto contro la stanchezza lavorativa che mi vorrebbe accompagnare a fare aperitivo e non dieci serie di squat. Poi dopo un tempo senza memoria ti rendi conto che è faticoso, ma non soffocante, che il tuo corpo non si ribella più, ma ti asseconda, che non stai più annegando nella fatica, che ogni passo diventa più deciso, ogni ripetizione più intensa.



Ti ritrovi così a cercare di correre più veloce del freddo mattutino, mentre la bruma notturna si scioglie all’arrivo dei raggi dorati, il sole mi dà calde pacche sulle spalle e gli uccelli commentano cinguettando il mio passaggio, tutte le case dormono. Corri scavalcando i problemi che vorrebbero afferrarti le caviglie, con le ombre della notte se ne vanno anche quelle dell’anima. Si apre il sipario quotidiano sulla volta celeste, è un momento intimo, privato…il tramonto è di tutti, l’alba è per pochi, prezioso gioiello screziato grande come il cielo, ma breve come un battito di ciglia, se esiste un Dio adesso stiamo chiacchierando, io con la mia corsa, lui con questa meravigliosa alba.

 

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