Milano e i Pirati dei Caraibi

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Erano anni che non venivo a Milano città e soprattutto non ci ero mai venuto per scopi ludici. Il mio compositore preferito hollywoodiano decide di venire proprio nel capoluogo lombardo a esibirsi, quale miglior occasione di finalmente vedere la città dal di dentro? Capire se quella sensazione affaticante che ho sempre provato fosse solo frutto delle ore di lavoro e quell’aria metallica fosse solo una sensazione falsata. Il concerto di Hans Zimmer è abbastanza inutile descriverlo, sentire dal vivo i brani del Gladiatore o dei Pirati dei Caraibi hanno acceso un fuoco giovanile interiore capace di emozionarmi come quando aspettavo un regalo a natale. Sono eventi che vanno vissuti, che solleticano il nostro intimo emozionando connessioni cerebrali sepolte nella coscienza. I due giorni on the Straße successivi quelli si li posso raccontare.

Diciamo la verità, partivo prevenuto, la credevo una città senza anima, prostrata alla logica degli affari avvolta nel suo fumoso scialle di smog. Forse questo Milano lo ha intuito in qualche modo e in una incredibile congiunzione di eventi poco prima del nostro arrivo (e un paio di volte pure durante) imponenti acquazzoni si sono occupati di sciacquare l’aria e mitigare le torride temperature di fine giugno.

I grattacieli della piazza Aulenti sono un acquerello che durante la giornata passa dal blu topazio al grigio gonfio e screziato, mentre da parco Sempione gli alberi ci scompigliano i capelli con  il loro rinfrescante respiro. Grazie alla nostra inseparabile guida e a 20 km al giorno di esplorazioni, conquistiamo la città attraverso i suoi palazzi e i suoi bistrot e angoli inaspettati. Le nuove architetture hanno svecchiato l’aspetto metropolitano e si fanno promessa di un futuro verde e sostenibile mentre gli antichi monumenti completamente ripuliti brillano come come sassi bianchi di un torrente di montagna.

Troviamo una Milano più giovane, più educata e più invitante. Non è necessario farsi largo tra ricconi cinesi in via Montenapoleone per trovare momenti preziosi, basta perdersi nei corridoi del teatro la scala o dipanare i sapori fusion dei ristoranti di eataly.

Le imponenti navate del duomo con le sue guglie candide si contrappongono ai nuovi progetti che cambiano l’orientamento di un bosco. È un gioco a citarsi e a rincorrersi che avviene a Milano, una modernità intenta a controllare i propri impulsi mescolata al desiderio di tradizione e “antichi valori”. Tornano profumi, sapori e perfino i lavori come una volta, dalla seconda capitale d’Italia sembra stia partendo un nuovo sentimento di progresso, una crescita consapevole e sostenibile. Milano ci ha invitato a cena e dopo mostrato il suo gustoso punto di vista, ci ha offerto un caffè strizzandoci l’occhio “spero vi siate divertiti”.

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