Sulle note del Tango

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Arriviamo a Piazzale Roma trafelati, abbiamo dovuto impegnarci per passare dalle vette innevate delle Dolomiti alla laguna Veneta in poche ore, ma ce l’abbiamo fatta. Sia io che Elena conosciamo bene la città lagunare, ambedue l’abbiamo vissuta per molto tempo e personalmente solo ultimamente ho fatto pace con lei. Capricciosa e volubile, ho sempre detestato il suo arrogante modo di impormi scomodità che sulla terraferma non sono minimamente contemplate, ma stasera è diverso. Manuel e Consuelo ci aspettano davanti al ponte di Calatrava, la dogana immaginaria che separa il “qui ed ora” da quello che c’è oltre, già cosa c’è oltre?  Dopo il Piazzale Roma attraversiamo una sottile e invisibile membrana temporale che ci trasporta immediatamente in un luogo “altro”. Cambiano i profumi, i suoni, tutto sembra galleggiare sospeso nel tempo e nella storia, esattamente come le piccole isolette della città. Un tiepido vento di scirocco si accorge della nostra presenza e sottile inizia ad accarezzarci con delicate piume salmastre. Di notte la città è ancora più bella, per quanto nel passato mi abbia vessato con i suoi disagi oggi non posso che restarne affascinato. Lo sai che sei bella vero? Certo che lo sai e non cerchi nemmeno di nasconderlo. Rapito dai riflessi sui canali, piccole gemme tremule, ascolto Manuel che mi racconta “l’altra Venezia”, quella meno nota, quella di chi come me ed Elena ha iniziata ad avventurarsi nel Tango: fatta di Hotel lussuosi, circoli celati ai più, feste esclusive…ed è appunto ad una di queste feste che con passo spedito e schivando orde di turisti ci stiamo avviando.

Dopo qualche curva e un paio di campielli giungiamo alla solenne entrata dell’Hotel Ca’ Sagredo. L’enorme edificio scurito dal tempo spalanca la sua bocca di vetro luminoso e ci invita ad entrare. In alto le finestre brillanti osservano il Canal Grande rendendo l’insieme simile ad una gigantesca lanterna cinese di pietra e vetro. Quasi ci sentiamo in difetto a mettere piede in questa imponente cattedrale, le pietre consumate da centinaia d’anni di passi luccicano come specchi, invitando ad alzare lo sguardo ad ammirare i lampadari barocchi di vetro. Così belli e così eterei da sembrare fatti di aria liquida. Io ed Elena ci sentiamo parte di un sogno, trasportati dolcemente in questa cornice raffinata di stucchi e drappeggi. Nella sala della musica le note del Tango pervadono ogni angolo della stanza concretizzandosi nei passi raffinati del ballo degli avventori.

Ci abbracciamo io ed Elena, chiudiamo gli occhi e lasciamo che i piedi scivolino sul marmo liscio. E’ il nostro Tango, i visi si sfiorano fino a sentire il profumo l’uno dell’altro, tra di noi solo le note tenui della musica. Ogni passo ci rende più leggeri, la forza di gravità si è dimenticata di noi stasera e  nella sala siamo tutti farfalle che volteggiano delicate tra gli affreschi del 700, leggeri ed eterei. Non occorre parlare quando stai ballando, due entità distinte diventano una cosa sola in una perfetta sinergia sinestetica. E’ un linguaggio di tocchi leggeri, di cuori che battono all’unisono di carezze delicate sulla schiena. Insieme stiamo componendo piccole poesie, ogni passo è una rima che si lega alla precedente e anticipa la successiva. E’ la musica che si fa solida e concreta ma che allo stesso tempo scioglie da qualsiasi peso.

Dopo 1 minuto o forse 1 anno ci può dirlo, è ora di tornare. A malincuore dobbiamo lasciare questo teatro di suoni raffinati per intraprendere la via del ritorno. Quando rimettiamo piede all’esterno Venezia ormai sta già sonnechiando. Qualche voce echeggia tra le calli mentre un inesorabile vaporetto gorgoglia sul Canal Grande. In questa notte senza luna prendiamo il sentiero di ritorno mentre da sopra la musica decide di uscire dalle finestre di vento antico e venire giù a salutarci. Così leggeri e con il cuore colmo di mille sensazioni torniamo indietro…sulle note del Tango

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One thought on “Sulle note del Tango

  1. Grazie uno splendido racconto, pieno di poesia e d’amore, spero di esser riuscito a farvi innamorare ancora più piacevole questa meravigliosa danza che è il tango.
    Vi ringrazio di cuore e se volete mi farebbe piacere che pubblicaste queste parole sulla pagina web di fb tangoavenezia.
    Onorato di avervi ospitato con i Vostri Maestri Consuelo e Manuel.
    Grazie Carlo Galiazzo

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