Lanzarote tips

PROGRAMMA E ALLOGGI

Prime due settimane di Ottobre dal 7 al 17 totale 800 euro a testa

Volo Ryanair da Bologna 135 euro, patcheggio aeroporto 36 euro (pagato on line in anticipo)

Pernottamento tramite air bnb a Playa Blanca, zona sud dell’isola dove si concentrano le maggiori strutture turistiche. Usare air bnb ci ha permesso di cenare a casa qualche volta e comunque disporre di un ambiente domestico comodo e confortevole.

DOVE MANGIARE

Noi abbiamo provato il Ristorante Mirador delle Salinas, proprio sopra le Saline del Janubio e devo dire che ci ha soddisfatto. Antipasto e pesce pescato del giorno 60 euro

DA NON PERDERE

Le principali attrazioni sono convenzionate,quindi con l’acquisto di un unico biglietto è possibile visitarle tutte risparmiando. In particolare:

Giorno 7 ottobre: arrivo attorno alle 11 a Playa Blanca con macchina a noleggio dalla compagnia Cabrera Medina. Passiamo il pomeriggio a Playa Blanca in una spiaggia affollata da turisti,ma tutto sommato piacevole.

Giorno 8 ottobre: visto che il sole sorge molto tardi a Lanzarote (7.45) con calma facciamo colazione a casa e parliamo a visitare Playa Papagayo. Questo spiaggia si raggiunge tramite strada sterrata e dopo aver pagato 3 euro di accesso al parco. Tutto sommato la folla di persone ci opprime e decidiamo di optare per la vicina Playa del Pozo. Questa decisamente meno affollata (forse perché occorre fare un breve tratto a piedi)

Playa Papagayo

Il pomeriggio decidiamo invece di visitare Playa Quemada. Una spiaggia più a Nord fatta completamente di sabbia vulcanica nera. La parte più bella è raggiungibile solo con la bassa marea

Playa Quemada

9 ottobre: visto il tempo un po’ incerto decidiamo di visitare luoghi culturali dell’Isola. La prima tappa sono i Jameos de Agua, dove acquistiamo il biglietto cumulativo (33 euro persona) per vistare anche la Cueva de Los verdes il giardino dei cactus e il parco razionale di Timanfaya. I jameos sono una reinterpretazione artistica di un tunnel lavico da parte dell’architetto Cesar Manrique, il visionario artista guida spirituale dell’isola.

Jameos de Agua

A pochi km si trova la Cueva de Los Verdes, un tunnel lavico di 6 km (visitabili 1) suggestivo e impressionante…soprattutto per la sorpresa finale.

Cueva de los verdes

Nel primo pomeriggio, approfittando del sole decidiamo di portarci al Mirador del Rio. Altra opera di Manrique che permette una vista mozzafiato sulla vicina isola Graciosa.

Vista dal Mirador del Rio

La giornata si conclude alla casa museo di Manrique nella citta di Harya nel Nord dell’isola. Qui l’abitazione dell’artista resa una sorta di mausoleo rende l’idea dei pensieri e della filosofia dell’eclettico artista.

10 ottobre: si parte visitando il Parco Timanfaya, l’impressionante area dove tra il 1730 e il 1736 ebbe luogo l’immensa eruzione che donò a Lanzarote il suo attuale aspetto. La visita in autobus è incredibile e ci catapulta in un luogo surreale di sfumature nere e rosse

Restando in tema vulcanico visitiamo a seguire il vulcano El Cuervo. Un sentiero sterrato vi porta a visitare il vulcano fino al suo interno.

Nel primo ponerigigo passiamo al vigneto El Grifo. Qui con 33 euro per 2 persone visitiamo il museo del vino, il vigneto e come ottimo finale, una degustazione di 6 vini con formaggio.

La viticoltura, cosa curiosa, è stata resa possibile proprio dell’eruzione che ha devastato ogni forma di vita. Infatti i lapilli porosi trattengono l’umidità notturna rendendo possibile la crescita delle piante. La coltivazione è comunque tutt’altro che agevole. Le piante vanno protette dal vento con muri a secco e un ettaro produce 1000 kg di uva, non propria un’industria di massa. Interessante da sapere che queste uve, così lontane dall’Europa, non furono devastate dal parassita filoxera che colpì i vigneti del vecchio continente nel XIX secolo.

La giornata si conclude alla spiaggia di Famara  Qui la potenza dell’oceano trasforma questa ampia lingua di sabbia in un paradiso per surfisti  Tuttavia anche per i non addetti la vista delle imponenti montagne avvolte dalle nubi che sovrastano la spiaggia e uno spettacolo da non perdere

11 ottobre: la maggior parte delle attrazioni le abbiamo viste quindi c’è la prendiamo comoda oggi. Andiamo nel tardo  Mattino a visitare El golfo, che spiaggia vulcanica alle cui spalle si è formato un lago verde con un ecosistema tutto proprio  La camminata è molto facile  ma al contempo merita

El golfo

Prima di tornare a rilassarci nella tranquilla Playa Flamingo facciamo una breve sosta a mirare il ruggito del mare tra le insenature di Los Hervidores. Il contrasto tra il nero lucido e il fuggente bianco spumeggiante delle onde merita sicuramente una vista.

13 ottobre: dopo una giornata interamente passata a rilassarci nella nostra cara playa del Pozo decidiamo di visitare qualche spiaggia del nord dell’isola . Prima una capatina a playa Caleton Blanco, una laguna formata di rocce vulcaniche che diventa una piscina al salire della marea

Poi spinti però dallo spirito di avventura attraversiamo Orsola e giungiamo alla splendida e poco pubblicizzata Playa della Canteria

Spiaggia veramente bella, frequentata da surfisti, ma non affollata, forse per le alte onde. Tuttavia una delle spiagge più belle dell’isola.

Quando ormai il sole sta iniziando il suo viaggio verso ovest decidiamo di passare anche al Giardino dei Cactus  compreso nel nostro biglietto cumulativo. La luce radente rende questo spazio botanico veramente affascinante, inoltre la varietà dei Cactus con le le loro forme strane ci conquista

14 ottobre: vista la giornata nuvolosa decidiamo di prendere l’auto e lasciarci trasportare dalla corrente. Per prima cosa facciamo una capatina nel bellissimo mercato di Teguise, che poi visto che le nuvole iniziano ad avere la meglio decidiamo di andare a visitare parti mai viste. Capitiamo così nella Caleta de Cavallo, una minuscola spiaggia di sassi circondata da onde impetuose. Attorno vecchie case bianche dimora di una affiatata comunità di surfisti

Il nostro errare sferzato da una sottile pioggia ci porta nella città di La Santa, molto carina e raccolta, per poi prendere la strada del rientro attraverso il solito “infernale” e Timanfaya. Visto che un timido sole ha deciso di uscire prima del tramonto, passeggiamo fino al faro di Playa Blanca per ammirarlo…