Vienna e Hallstat

Capodanno 2015 – 2016

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A Vienna c’eravamo già stati nella preistoria dell’infanzia, dove tutto se non collegato a giocattoli o astronavi riveste poco interesse. Tuttavia già nel mondo ovattato di allora Vienna mi era sembrata un bella città, per Elena un po’ meno, visto che a tre anni si è persa nel castello di Schönbrunn, ma si sa che che dei ricordi dell’infanzia ci si può fidare fino ad un certo punto. Così, decidiamo di rivisitare la capitale dell’impero nel momento del suo massimo splendore: a Capodanno. Tralasciando il mio disappunto per non poter assistere in smoking al concerto di capodanno stile James Bond, partiamo verso Nord, via terra.

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L’hotel è semplicemente favoloso, ne cerco uno di buon livello per farmi perdonare la stamberga parigina e centro l’obbiettivo in modo impeccabile. Un hotel passivo, moderno con una fastosa colazione sana e biologica, un eccezionale biglietto da visita. Il freddo è cristallino e pungente, ma la città è come te la ricordi, rigida, severa, elegante vestita elegante a festa per il nuovo anno. Non resteremo delusi, grazie alle nostre guide riusciremo a dominare la città senza rimpianti

 

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E’ proprio mentre sorseggio un caffè nel centro storico di Vienna che mi ricapita in testa un vecchio articolo letto tempo fa. Una città isolata fino al 1900 perchè non esistevano strade e raggiungibile solo via lago: Hallstatt. Le foto d’archivio promettono bene e dal momento che non richiede una gran deviazione, decidiamo di andarla a vedere. Ci accoglie un tempo nuvoloso ed umido che copre per gran parte del tempo la vista, un coperta bianca che assorbe anche i rumori, la città è silenziosa quanto una chiesa ed effettivamente ha un “che” di mistico. Il giorno dopo le nuvole lasciano spazio ad un paesaggio bianco e nero da favola della buonanotte. Il silenzio permane e dona alla città di un’aura sospesa. I palazzi arrampicati sul costone della montagna, aggrappati con le unghie per non scivolare nel lago gelido, sembrano quasi caderci addosso.

Ripartiamo alla volta di casa con una malinconia soddisfatta, fermamente convinti di aver scoperto una piccola gemma fredda nel cuore dell’Austria.