Cina

Estate 2011

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Io e Matteo decidiamo di affrontare la Cina da veri duri, partiamo via terra da Bangkok con un lunghissimo viaggio che ci porterà fino al Tibet, per poi riscendere fino a Hong Kong. Abbiamo alcune tappe in testa: Yuang Yang, una gigantesca valle di risaie che dalle foto sembra stupenda, Yangshuo, Shangri la…nella mia mente ho i paesaggi di Kung Fu Panda. A Yangshuo li troveremo, ma tutto quello che c’è in mezzo è una lenta discesa all’inferno.

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Lasciato il Laos che, seppure piovoso, era comunque molto suggestivo e accogliente, entriamo in Cina e scopriamo 3 cose immediatamente:

  1. I Cinesi non amano viaggiare, infatti, negli autobus, prima hanno il terrore di essere lasciati a terra, quindi sgomitano per entrare che neanche ad un concerto dei Rolling Stones, poi una volta partito il bus vomitano ad ogni curva in appositi sacchetti. Per cercare di lenire il malessere gli autisti diffondono a volume da stadio interessanti melodie pentatoniche cinesi, assimilabili per un occidentale al lamento di un gatto in calore.
  2. Chi non vomita, fuma di continuo e sputa per terra ad una frequenza pari al proprio battito cardiaco. Oltretutto, in slanci di generosità, le sigarette le offre anche a te, che sei obbligato a fumare. In fondo è raro vedere Gweilo viaggiare con te. A ben vedere ne incontreremo molto pochi…purtroppo.
  3. Tutto è cinese, grazie, siamo in Cina, ma questo significa cartelli, indicazioni, nulla è fatto per supportare un eventuale malcapitato che percorra vie non convenzionali. Si fa fatica a distinguere il cibo dai rifiuti, puoi trovarti a leggere le istruzioni dell’estintore pensando siano gli orari del treno e, cosa molto più importante, i bagni pubblici sono molto pubblici, nessuna privacy mentre espleti le tue funzioni corporali…in compenso, si può fumare.

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Provati dalla fame, dalla poca privacy in bagno, da troppe notti passate in motel frequentati da camionisti e prostitute, riusciamo comunque a tirare avanti. Capiamo che in realtà in Cina la sub cultura dei viaggiatori si muove ad ostelli (solitamente evitati in Asia visto il basso costo degli alberghi). E’ questa finalmente la svolta, morale e paesaggistica: la galleria fotografica testimonia bene la bellezza delle campagne di Yangshuo o dei templi in Tibet a Shngri-la. Il cibo resterà sempre un problema e la gente continuerà a sputare, ma almeno rubiamo qualcosa di bello da questa terra…

P.S.: in Tibet evitate il tè al burro, è un’imbevibile brodaglia e il latte di yak esigetelo bollito, in caso contrario non vi sarà imodium che potrà fermare l tempesta nel vostro intestino.

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